« Un reale per il XXI secolo », tale è il titolo del prossimo congresso dell'AMP.
Quale valore vi assume l'articolo « Un» che apre questo titolo ? Che significa che il termine di « reale » vi sia giustapposto ? Il reale peraltro, che si concepisce volentieri come fuori struttura e sfuggente al tempo, può forse essere di un secolo anziché di un altro ? In breve, in che senso si può comprendere questo titolo? Per togliere qualcuna delle difese che suscita spontaneamente il reale, ecco alcune questioni che ci faremo forti di porre a qualche psicoanalista dell'AMP.
Interviste realizzate da Anaëlle Lebovits-Quenehen (ECF)
Laura Petrosino e Daniela Fernandez (EOL)
Alejandra Atencio, Gabriela Medin, Manuel Montalbán e Leonora Troianovski (ELP)
Marcus André Vieira (EBP)
Nuovo
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Jean-Daniel Matet Un rapporto al reale che evolve, dove emerge di nuovo l'odio inerente alla fraternità umana. |
Leonardo Gorostiza Trovare un nome nuovo per il reale permette d'alleggerire l'impronta del trauma. |
Angelina Harari Rinnovare la pratica per toccare la singolarità disgiunta di ogni universale. |
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Manuel Fernández Blanco Non c'è altra politica del sintomo che quella della sua creazione. |
Jorge Forbes Di fronte al reale senza ideologia, stabilire una relazione tra inconscio e responsabilità. |
Mauricio Tarrab Disordine nel reale : nessuna chiave per metterlo in ordine ! |
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Tutto
Éric Laurent getta per noi luce sul reale all'epoca dei numeri.
La psicoanalisi cerca di afferrare il reale di ciascuno, immerso nel suo secolo.
Christiane Alberti individua la varietà del reale nella quasi-dissoluzione della differenza dei sessi.
C'è un posto per il reale della psicoanalisi nel nostro secolo?
interroga il punto da dove gli analisti dell'AMP intervengono nella loro pratica e nella loro vita.
Il reale in gioco nella formazione dell'analista è permeabile agli effetti della civilizzazione?
La tirannia della norma imporrà degli umani geneticamente modificati. Non abbassiamo le armi !
Questo secolo si caratterizza per la negazione di ciò che, nel reale, è indefinibile.
Qualcosa del reale senza legge s'invita nelle manifestazioni di giovani in Brasile.
Il reale irrappresentabile scappa all'ambizione del tutto visibile, del tutto formalizzabile.
E' solo puntando il nodo del sintomo – RSI, ISR, SIR – che si afferra il reale.
Nella clinica del XXI° secolo, la prevalenza del corpo sorpassa le fictions.
Un inconscio che, per il fatto di essere reale, non si lascia decifrare e di cui scegliamo di essere zimbelli.
insiste sui rapporti singolari che intrattiene ciascuno con il reale del sesso.
Evoca un salto dalla dimostrazione all'immaginazione del reale.
Flory Kruger stacca l'« Un » da « Un reale » che opera nella clinica psicoanalitica.
Miquel Bassol pensa il reale come «una bomba che può esplodere in ogni momento».
Vicente Palomera si avvicina a un reale enigmatico e perturbante con un attrezzo: il sinthomo.
Juan Carlos Indart ci parla del desiderio dell'analista nel suo oriantamento verso il reale.
Nessun GPS per lo psicoanalista, ma un orientamento per il reale.
si interroga su come far parlare il reale.
ci allerta sui pericoli degli interventi genetici che puntano un reale nel corpo.
Il soggetto ipermoderno si difende dal reale, dall'imprevisto, con il realismo dell'immagine.
mette in tensione il disordine generato dalla scienza e quello da cui parte lo psicoanalista.
Manca qualcosa del reale del sintomo di fronte a questa insopportabile leggerezza dell'essere.
sottolinea in che modo il reale senza legge si manifesta nella clinica di oggi.
Delucidare la nozione: smantellare la difesa in referenza all'interpretazione al rovescio.
paragona il reale a un'onda imprevista e inevitabile.
evoca il trattamento di un nuovo reale al quale la chiesa deve fare fronte.